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COESIONE UE: LE DERIVE CONTROPRODUCENTI DELLA CENTRALIZZAZIONE

  • Immagine del redattore: Confapi Lombardia
    Confapi Lombardia
  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 2 min

 Nel bilancio 2028-2034, l’UE valuta di spostare la regia dei fondi verso gli Stati


Cordua (presidente Confapi Lombardia): «Semplificazione sì, ma non indebolendo la governance territoriale. Importante la prossimità, non la catena di comando»

 

 

Milano, 5 marzo 2026 - La discussione sul bilancio europeo 2028-2034 e sul futuro dei fondi di coesione sta prendendo una direzione che, se confermata, secondo Confapi Lombardia, rischia di stravolgere nel profondo una politica europea che ha davvero funzionato nei territori, in favore di una cabina di regia nazionale fondata su “pacchetti Paese”. «Sulla carta, nessuno è contro la semplificazione, le imprese la chiedono da anni – dichiara il presidente di Confapi Lombardia, Pierluigi Cordua -. Ma se la semplificazione diventa accentramento, allora il prezzo lo paga l’economia reale: quella delle PMI, delle filiere, dei distretti, di chi ogni giorno deve prendere decisioni rapide su investimenti, competenze, energia, innovazione».

Per le piccole e medie imprese manifatturiere, motori di occupazione, export e tenuta sociale, infatti, la politica di coesione non è un capitolo contabile. «È una leva concreta di politica industriale: infrastrutture materiali e digitali, ricerca applicata, trasferimento tecnologico, formazione, efficientamento energetico, rigenerazione di aree produttive, competitività di filiera – descrive il presidente -. Elementi che funzionano solo se progettati e realizzati con una logica di prossimità. Il valore delle attività di Regione Lombardia, negli anni, è stato proprio questo: vicinanza a territorio e imprese. Spostare il baricentro a livello statale significa allungare la filiera decisionale, aumentare l’incertezza e trasformare una politica “place-based”, costruita sui bisogni concreti dei territori, in una competizione permanente tra priorità nazionali, emergenze del momento e negoziazioni politiche. E in momenti di grande instabilità come quello che stiamo vivendo a livello globale, la rapidità di azione e di supporto alle imprese è oltremodo vitale».

 

C’è poi un ulteriore tema: il riparto. «In un modello centralizzato, la Lombardia rischia di perdere la regia diretta e la rapidità di esecuzione – commenta Cordua -. Inoltre, entrando in un meccanismo di redistribuzione nazionale, ben sappiamo che non sempre la Lombardia sarebbe avvantaggiata. È un rischio concreto, non una posizione ideologica. Se a ciò si somma la possibilità che parte delle risorse venga spostata verso altre priorità, il combinato disposto diventa pesante: meno risorse, più lontane, più lente».

L’Europa ha bisogno di competitività industriale e coesione sociale nello stesso momento. Secondo Confapi Lombardia, la competitività industriale si costruisce stanziando energie e risorse dove l’economia produce valore, lavoro, innovazione e mantenendo una governance multilivello vera, costituita da Bruxelles, Stato, Regioni, corpi intermedi. 

«Chiediamo una semplificazione che si declini in procedure più snelle, tempi certi, regole chiare e controlli intelligenti, salvaguardando altresì il rapporto diretto tra istituzioni europee e territori, perché è lì che si misurano i risultati – conclude Cordua -. Se l’Europa vuole essere realmente al fianco di chi produce deve rendere la coesione più semplice e più vicina, perché per una PMI il tempo non è una variabile accessoria: è la differenza tra investire e rinviare, tra restare sul mercato e uscire di scena».

 


 

 

 

 
 
 

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