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Dote unica contro il precariato

Simone Rasetti – “Dal precariato dei giovani discende in gran parte la crisi economica, e senza una forte ripresa i giovani non torneranno ad avere un lavoro ‘sicuro’. E’ dovere delle istituzioni programmare un mercato del lavoro che riesca a coniugare competitività del sistema con la stabilità delle nuove generazioni, e che ritorni a dare quelle basi di solidità economica che stanno via via scomparendo”. Lo ha detto l’assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro Valentina Aprea intervenendo, su delega del presidente di Regione Lombardia Roberto Maroni, in apertura del convegno ‘A strategy to reduce precarious work’ (Una strategia per ridurre il lavoro precario) inserito tra gli appuntamenti dell’ottavo forum Europa-Asia sul tema lavoro in corso a Milano.
INVESTIRE NELLA CONOSCENZA – “Le politiche del lavoro – ha spiegato l’assessore rivolgendosi alla platea di esponenti delle istituzioni ed esperti internazionali – devono essere rivolte al giovane e al disoccupato in quanto tale, investendo nella sua formazione professionale al fine di mantenere alto lo standard delle sue competenze. Bisogna quindi investire prima di tutto sulla conoscenza”.
RICEVERE FORMAZIONE ‘SUL CAMPO’ – “In Lombardia – ha ricordato l’assessore Aprea – la scelta è stata chiara: si è puntato forte, con ‘Dote Unica Lavoro’ prima ed ora ‘Garanzia Giovani’, su tipologie contrattuali che permettono di ricevere una formazione ‘sul campo’ e che svolgano un ruolo di ponte tra scuola e lavoro. Apprendistato e tirocinio diventano quindi il modello da seguire per consentire al giovane di concludere il proprio percorso professionalizzante una volta terminato il ciclo di studi”.
LE LINEE GUIDA DELL’AZIONE REGIONALE – “I principi fondamentali attorno ai quali abbiamo voluto predisporre questo programma – ha continuato l’assessore Aprea entrando nel dettaglio delle azioni intraprese dalla Giunta regionale – sono stati l’orientamento al risultato, con l’introduzione di un sistema premiale orientato al merito, l’utilizzo di costi standard, la sussidiarietà per creare collaborazione – competizione tra servizi per l’impiego pubblici e privati. Non solo: il modello prevede servizi personalizzati ed una suddivisione in diverse fasce d’aiuto”.
DOTE UNICA LAVORO, BILANCIO POSITIVO – Ad un anno dal suo avvio, Dote Unica Lavoro presenta risultati considerati più che soddisfacenti. Ad oggi  sono stati presi in carico 17.964 giovani fino a 29 anni, disoccupati o inoccupati. Di questi, 13.119 (il 73%) sono stati inseriti nel mondo del lavoro: 2.460 attivazioni di tirocinio; 2.325 assunzioni in apprendistato; 586 assunzioni a tempo indeterminato; 7.748 assunzioni a tempodeterminato.
FONDAMENTALE INCONTRO TRA DOMANDA E OFFERTA LAVORO – “Seppur si tratti di una vera e propria rivoluzione nell’approccio al lavoro – ha commentato l’assessore regionale titolare della delega al Lavoro – tutto questo non è ancora sufficiente a contrastare lo tsunami del precariato. Per farlo bisogna introdurre un efficiente sistema di politiche attive, trasformando le agenzie per il lavoro private, ed i centri per l’impiego pubblici, nel vero motore dell’occupazione. L’incontro tra domanda ed offerta di lavoro è fondamentale, sia per colui che il lavoro lo cerca, sia per chi lo può offrire, e per farlo serve una rete capillare e funzionante che riesca a far incontrare le due esigenze. La ‘Youth Guarantee’ va proprio in questa direzione, ed anzi, l’obiettivo è quello di farla diventare uno strumento ordinario, anche dopo il 2015, anno di conclusione del programma”.

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