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Intervista al Presidente Colombo

di SIMONE RASETTI

 Presidente Colombo, la crisi economica continua a flagellare il nostro Paese. In questa difficile situazione Confapindustria Lombardia – con le sue associazioni territoriali – che valore aggiunto può dare alle imprese?
“Un valore aggiunto fatto dall’esperienza di quarant’anni di associazionismo, dall’esperienza dei propri professionisti sul territorio su temi importanti come il sindacale, l’energia, le liberalizzazione, l’ambiente, la sicurezza, il fiscale e in tributario… insomma possiamo essere un’arma in più a disposizione dell’imprenditore e delle imprese anche in un momento difficile dell’economia. Lo abbiamo fatto quando la crisi pungeva e si chiamava crisi, lo dobbiamo fare ancora di più oggi di fronte a una realtà cambiata: dobbiamo mettere in campo diverse strategie per comunicare a parlare di crescita e sviluppo magari per tornare a fare impresa in Lombardia, che è l’eccellenza d’Italia”.

–  In sintesi qual è la mission del suo mandato?
“Far crescere le territoriali, far crescere il valore dei loro servizi, aiutare le aziende lombarde ad avere un’interlocuzione forte con le istituzioni che siano la Regione, il governo centrale, le istituzioni locali tutte. Dare non solo un servizio e una presenza ma anche una forte voce alle esigenze che la politica fino ad ora non ha voluto ascoltare. Le ricette le diciamo da anni, nessuno ci ha voluto ascoltare e oggi il risultato di questa sordità è sotto gli occhi di tutti. Da oggi ancor di più vogliamo far sentire la nostra voce”.

– Confapindustria Lombardia in questi ultimi anni ha cambiato “volto” con uscite importanti ma anche con altrettanta capacità di voltare pagina e ritornare su alcuni territori con facce nuove. E’ cosi? 
“Si sa che ci sono situazioni che posso cambiare. Noi ci siamo perché abbiamo motivo di esistere, perché siamo diversi da tante altre associazioni, soprattutto perché il nostro ruolo è quello di essere vicino all’imprenditore e all’impresa e anche al lavoro che l’impresa genera. Abbiamo costruito un sistema associativo capillare, le aree scoperte sono state prontamente presidiate, abbiamo fatto crescere una classe imprenditoriale che possa dare all’interno del sistema Confapi risposte attuali alle esigenze delle aziende. Insomma ci siamo messi tutti al lavoro, mettendoci anche la faccia e la nostre professionalità per creare un sistema che sia sempre più adeguato alle esigenze di un mondo economico che cambia: noi dobbiamo essere in grado non solo di cavalcare questo cambiamento ma esserne anche protagonisti”.

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