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Credito, Colombo in audizione in Parlamento

A cura di Simone Rasetti

Si è tenuta nella giornata di ieri, presso la Commissione X Attività produttive della Camera dei Deputati, l’audizione di Confapi sul Disegno di legge N. 2844 recante misure urgenti per il sistema bancario e per gli investimenti. All’audizione ha partecipato una delegazioni di Confapi giudata dal presidente Franco Colombo in qualità di membro di Giunta di Presidenza Confapi.
La Confederazione ha espresso un generale apprezzamento in merito alle disposizioni sottolineando che il sistema Paese in questo momento ha estremo bisogno di reali misure che possano stimolare la crescita.
E’ indispensabile una politica di interventi orientati a prendere in considerazione le realtà dimensionali delle piccole e medie imprese che costituiscono il 95% del tessuto economico del nostro Paese e pertanto una ripresa sostanziale e duratura della crescita dell’economia italiana deve necessariamente passare attraverso la valorizzazione del ruolo fondamentale svolto dalle piccole e medie imprese, attraverso il rafforzamento della competitività, la ripresa degli investimenti e, soprattutto, la spinta al dinamismo imprenditoriale.
Nel merito degli articoli del decreto 2844 Confapi ha evidenziato alcuni aspetti migliorativi a favore delle PMI riportati nella relazione consegnata ed in particolare riguardo:
– l’articolo 3 del decreto riguardante le finalità della Sace, società di assicurazione sui rischi delle aziende italiane nelle transazioni internazionali e negli investimenti all’estero, prevede l’introduzione dell’esercizio del credito come ulteriore funzione della società. La Confederazione ha espresso la sua posizione sottolineando la strategicità dell’attività di internazionalizzazione, considerando positive tutte le azioni che mirano a migliorare la possibilità per le PMI di accedere al credito. Le perplessità della Confederazione derivano dal fatto che a tale nuova funzione, possa non corrispondere ad un ampliamento dei fondi messi a disposizione e che le operazioni di credito non siano supportate da una dotazione straordinaria rispetto a quella attualmente esistente.
Non risulta chiaro, inoltre, se il credito sia soltanto quello relativo ad operazioni commerciali all’estero oppure si tratti di un credito concesso anche per operazioni di carattere nazionale, verificando inoltre, in sede di decreto attuativo, che tipo di vincolo sussiste tra la concessione del credito da parte di SACE e l’acquisto di una garanzia assicurativa. L’articolo 3 fa inoltre riferimento alla possibilità di costituire una Import-Export Bank, ricordando che nel luglio 2013 ABI, Cassa depositi e prestiti e Sace hanno sottoscritto una Convenzione Export banca (prorogata nel dicembre 2014 per un ulteriore anno), in base alla quale le operazioni per sostenere l’internazionalizzazione delle imprese, qualora assistite da garanzia o assicurazione Sace, sono incluse tra quelle di interesse pubblico che possono essere finanziate da Cassa Depositi e Prestiti, mediante l’utilizzo dei fondi del risparmio postale. Alla luce di tali operazioni, la Confapi ha espresso qualche perplessità sull’opportunità di ricreare un veicolo, quale appunto una import-export Bank, quando sarebbe possibile ripetere una prassi analoga a quella suindicata per il tramite di CDP;

– l’articolo 4 del decreto riguarda l’introduzione della definizione di “piccole e medie imprese innovative” ed interviene sull’ambito di applicazione della normativa sulle start-up innovative, con lo scopo di estendere la relativa disciplina agevolata a ulteriori soggetti con la possibilità di ricorrere per il proprio finanziamento a operazioni di raccolta di capitali di rischio tramite portali online. L’ intervento normativo consentirà di allargare la platea di realtà societarie che potranno raccogliere capitale di rischio attraverso fonti di raccolta diretta che mettono in contatto imprese e investitori potenziando notevolmente l’efficacia dello strumento in termini di contributo al rafforzamento patrimoniale delle società italiane. Le Pmi innovative entreranno a far parte di uno speciale registro e potranno essere considerate come una nuova categoria di imprese. Le agevolazioni fiscali e le semplificazioni nelle incombenze burocratiche saranno le stesse riconosciute alle Startup, eccezion fatta per i margini di flessibilità nella forza lavoro. La Confapi ha espresso la sua condivisione a riguardo sottolineando però che, se l’innovazione e la cultura d’impresa, sono fondamentali per la ripresa della competitività, è altrettanto evidente che senza azioni atte a sostenere l’accesso al credito e la sburocratizzazione si potranno raccogliere pochi risultati. Per assicurare crescita complessiva e sostenibile – sottolinea Confapi – bisogna rendere innovativo il territorio, anche con il confronto tra le esperienze di bilateralità e i governi locali. E’ inoltre importante individuare azioni e strumenti efficaci e concreti per accompagnare le aziende lungo la strada della crescita e dell’innovazione favorendo in particolare la creazione di imprese high tech in collaborazione con le associazioni di categoria nel ruolo di promotori di aggregazioni fra imprese;

– l’articolo 5 del decreto in materia di brevetti e marchi, introduce degli elementi di novità rispetto a quanto previsto dalla legge di Stabilità 2015 che ha istituito un nuovo regime opzionale di tassazione agevolata di patent box: un regime dei redditi derivanti dall’utilizzo di alcune tipologie di beni immateriali, conseguiti da società ed enti commerciali che svolgono attività di ricerca e sviluppo consentendo alle imprese di beneficiare dell’esclusione dalla base imponibile delle imposte sui redditi e dell’IRAP di una quota del reddito derivante dall’utilizzo indiretto di opere dell’ingegno, marchi e brevetti. Il decreto legge in esame prevede l’estensione del regime di patent box a tutte le tipologie di marchi, inclusi quelli commerciali, rimovendo la limitazione che vedeva i marchi d’impresa agevolati solo se funzionalmente equivalenti ai brevetti. La Confederazione da sempre sottolinea l’importanza della tutela della proprietà intellettuale. Allo stesso tempo tuttavia, la registrazione di un brevetto può rappresentare un costo che l’impresa ritiene di non poter sostenere o che comunque non ritiene sia prioritario, non valutando i possibili rischi che derivano da una mancata tutela. La Confapi ha ritenuto condivisibile la disposizione, soprattutto per la stretta connessione tra la tutela dei brevetti e dei marchi e la lotta alla contraffazione, tema su cui la Confederazione è da anni fortemente impegnata;

– L’articolo 7 del decreto sostituisce l’articolo 15 del DL 133 del 2014 “Sblocca Italia” che prevedeva l’istituzione di un Fondo per la patrimonializzazione delle imprese per rilanciare le imprese italiane carenti di un’adeguata patrimonializzazione con il presupposto che fossero anche in “equilibrio economico positivo” con l’istituzione della Società per la patrimonializzazione e la ristrutturazione delle imprese, che non prevede invece l’obbligo per le imprese di essere anche correntemente in utile, oltre a non prevedere ulteriori limiti dimensionali per beneficiare del sostegno: il suo scopo è la ristrutturazione, il sostegno e riequilibrio della struttura finanziaria e patrimoniale di imprese con prospettive industriali e di mercato. Tra le funzioni è stato previsto che si investa il capitale raccolto, che si compiano operazioni di finanziamento e acquisizione in rapporti esistenti anche modificandone alcune condizioni e termini. Il capitale della Società potrà essere costituito solamente da risorse provenienti da investitori istituzionali e professionali secondo i principi propri degli operatori di mercato: essi potranno avvalersi o della garanzia dello Stato oppure no. In quest’ultimo caso essi avranno diritto ad una quota parte dei due terzi degli utili distribuiti. Confapi ha ritenuto la norma molto positiva in particolare per l’eliminazione del vincolo minimo dimensionale precedentemente imposto (150 dipendenti) in favore di un’apertura anche ad imprese dimensionalmente ed ha sottolineato l’importanza dei parametri di ammissione delle imprese ad operazioni di ristrutturazione, sostegno e riequilibrio della struttura finanziaria e patrimoniale, oltre che l’effettivo valore massimo, se previsto, dell’intervento, al fine anche di raggiungere più imprese beneficiarie;

– L’articolo 8 prevede il ricorso facoltativo al plafond costituito presso Cassa Depositi e Prestiti da parte delle banche e degli altri intermediari finanziari che erogano finanziamenti alle piccole e medie imprese con finalità di investimento: finora era previsto l’obbligo del ricorso a questo plafond per permettere alla PMI che effettua l’investimento in nuovi macchinari, di beneficiare dei contributi statali messi a disposizione a copertura di parte degli interessi applicati ai finanziamenti bancari. Al fine poi di sostituire il Decreto attuativo dell’art. 2 del DL n. 69/2013 (c.d. “nuova legge Sabatini”) a seguito delle modifiche poste dall’attuale decreto in discussione, viene demandato ad un successivo decreto del Ministero dello Sviluppo Economico di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, l’individuazione dei requisiti, delle condizioni di accesso e delle modalità di erogazione dei contributi statali, prevedendo appunto l’estensione di essi anche alle imprese che abbiano ottenuto finanziamenti dalle banche svincolati dal plafond istituito presso CDP. Pur prevedendo più direttamente una misura in favore di banche ed intermediari finanziari che erogano finanziamenti alle PMI, Confapi si è espressa a favore della previsione del ricorso facoltativo al plafond costituito presso Cassa Depositi e Prestiti, in modo tale da consentire di allargare l’eventuale platea di possibili beneficiari, senza dover necessariamente imporre all’imprenditore beneficiario l’obbligo di avere rapporti con banche e intermediari finanziari aderenti alla convenzione Mise – Abi – Cdp. Secondo Confapi dovrebbe essere importante allargare la disposizione in esame anche alle imprese beneficiarie che abbiano già ottenuto dei finanziamenti con le stesse caratteristiche previste dal D.M. del 27 novembre 2013 ma che non fossero stati ricompresi all’interno della “nuova legge Sabatini” in quanto la banca o l’intermediario finanziario erogante aveva utilizzato provvista autonoma. Al fine di migliorare l’accesso alla garanzia del Fondo di Garanzia per i finanziamenti ricompresi all’interno della “nuova legge Sabatini”, è stato proposto di acconsentire l’accesso alla controgaranzia del Fondo di Garanzia di cui alla Legge 662/96, per il tramite dei Confidi accreditati a certificare il merito di credito, a prescindere dalla fascia di valutazione sulla base del sistema di scoring previsto dalle ordinarie disposizioni operative del Fondo. La motivazione di Confapi a tale proposta è duplice: da una parte estendere l’intervento del Fondo anche ad imprese di fatto non ammissibili secondo il sistema attuale di scoring e dall’altra contenere le possibili maggiori perdite in una logica di continuità nel tempo dell’intervento del Fondo. La proposta così formulata è motivata in primo luogo dal fatto che i Confidi o altri fondi di garanzia accreditati a certificare il merito di credito, sono monitorati trimestralmente attraverso la verifica di un tasso di sofferenza inferiore al sistema attivo con il Fondo di Garanzia. La decisione quindi da parte di Confidi o altri fondi di garanzia accreditati di estendere l’intervento del Fondo anche ad imprese a maggior profilo di rischio (fino alla fascia 3 del modello di valutazione ordinaria), non è privo di conseguenze qualora ciò dovesse comportare maggiori perdite per il Fondo. Ecco quindi che l’apertura dell’intervento del Fondo a tali imprese, trova la propria mitigazione del rischio nella sola forma della controgaranzia per il tramite di soggetti accreditati a certificare il merito di credito.
La Confederazione ha ribadito in ultima battuta la necessità di dare attuazione in tempi stretti ad interventi incisivi in un quadro complessivo e organico ben strutturato, assicurando così all’economia del nostro Paese di tornare ad essere competitiva ed apprezzata sui mercati internazionali. La crisi, in questi anni, ha spinto le imprese italiane a profondi processi di riorganizzazione e consolidamento. E’ quindi necessario che le stesse possano far affidamento su strumenti per favorire la crescita, l’innovazione e il potenziamento della presenza delle imprese nei mercati esteri. E’ essenziale sostenere la crescita dimensionale e il rafforzamento patrimoniale delle imprese italiane. Solo attraverso un percorso di crescita condiviso, il sistema produttivo che Confapi rappresenta tornerà ad essere virtuoso, competitivo ed appetibile.

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