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Melazzini: sostegno al credito in trasparenza

Simone Rasetti – L’Avviso pubblico per favorire l’accesso al credito delle imprese tramite i Confidi è “un intervento strutturale”, che intende “sostenere nuovo credito e non coprire situazioni di insolvenza passate”. Quanto si sta facendo “ha come principale obiettivo quello di garantire soprattutto un credito sicuro alle nostre imprese e una maggiore sostenibilità del sistema Confidi. E questo non può che essere perseguito attraverso la strutturazione di un sistema di garanzie rinnovato e semplificato, grazie anche al conseguimento di economie di scala tramite percorsi di crescita dei volumi e riduzione dei costi operativi”. Lo ha detto l’assessore alle Attività produttive, Ricerca e Innovazione della Regione Lombardia Mario Melazzini, intervenendo, in Consiglio regionale, nel dibattito relativo a una mozione sul tema dei Confidi. “L’Avviso è l’esito, tra l’altro – ha aggiunto l’assessore – di un ampio percorso di consultazione e di confronto, che ha visto coinvolti il Sistema camerale, i Confidi, le associazioni e Banca d’Italia (che lo ha riconosciuto come un’eccellenza italiana). Il consenso è stato forte, soprattutto da parte di quei soggetti che rappresentano la maggioranza delle imprese lombarde. Il percorso di consultazione ha garantito la trasparenza su obiettivi, finalità e criteri fin dal suo inizio”. In merito alle obiezioni sollevate nella mozione, l’assessore ha ribadito che “la delibera 2470/2014 non altera alcun requisito strutturale, ma introduce un criterio di premialità per i Confidi, che si presentano in forma aggregata, in assoluta coerenza con tutto il percorso attuato e condiviso fino ad ora”. Pertanto “nulla cambia in sede di presentazione delle domande, in quanto la documentazione richiesta è esattamente la stessa. Per chi ha già presentato la domanda verrà tenuta in considerazione ai fini della valutazione la documentazione già trasmessa, salvo il Confidi decida, entro il nuovo termine (28 novembre), di presentarsi in forma aggregata. Dunque nessun aggravio dal punto di vista procedurale”. Riguardo al ricorso al Tar, Melazzini ha sottolineato che la cautelare è stata respinta e con una chiara motivazione espressa nell’ordinanza: “la determinazione di una soglia minima di punteggio rientra nella discrezionalità dell’Amministrazione e, in ogni caso, non appare, prima facie, irragionevole, tenuto conto degli obiettivi perseguiti con l’intervento di cui trattasi ed espressamente dichiarati nei provvedimenti oggetto di esame”. “Dai Confidi – ha concluso Melazzini – ci aspettiamo la capacità di cogliere l’opportunità data con l’intervento regionale: dunque un forte percorso aggregativo, che consenta di avere meno Confidi ma più performanti e solidi, con un ruolo nuovo, più credibili nell’interlocuzione con il sistema bancario e in grado di posizionarsi sul mercato come garanti radicati nel territorio, dando un valore aggiunto anche nel rapporto con le imprese”.

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