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Proposte Confapi sulla riforma delle Camere di Commercio

Il progetto governativo attualmente in atto di riforma e semplificazione della pubblica amministrazione, prevede il dimezzamento dell’importo del diritto annuale che le imprese versano alle Camere di Commercio. Infatti, l’articolo 28 del Decreto Legge n. 90 dello scorso 24 giugno, prevede la riduzione del 50% del cosiddetto Diritto Annuale, ovvero l’obbligo che le imprese devono pagare ogni anno alle Camere di Commercio in funzione della loro iscrizione al Registro delle Imprese. Una tassa che varia in base alla dimensione dell’impresa.

Secondo una stima del sistema camerale, il dimezzamento del gettito tributario porterebbe quarantotto camere di commercio in condizione di non essere in grado di sostenere completamente i costi di funzionamento e per le restanti cinquantasette si paventerebbe una forte contrazione delle attività.

CONFAPI è convintamente favorevole al principio di ammodernamento e razionalizzazione del sistema delle Camere di Commercio, il quale non deve tradursi però in un ridimensionamento indiscriminato delle prerogative del sistema camerale che hanno finora rappresentato uno strumento fondamentale ed indispensabile per il sostegno allo sviluppo dell’imprenditoria locale e territoriale.

CONFAPI condivide la politica che mira ad ottenere una riduzione degli oneri a carico delle imprese, ma è necessario ripensare ed elaborare un articolato progetto di riforma, che tenga conto delle mutate esigenze delle imprese a fronte dei servizi che effettivamente potrebbero fornire le Camere di Commercio, privilegiando l’efficientismo e l’economicità nella prestazione ed evitando l’errore di svuotarle di poteri e di funzioni.

CONFAPI ritiene che lo smantellamento del sistema camerale di fatto produrrebbe un ridimensionamento dei servizi a favore delle imprese, con un progressivo ulteriore indebolimento del tessuto socio-economico nei territori caratterizzati da una forte presenza di piccole e medie imprese. Si avrebbero così perdite di iniziative e di azioni per la promozione delle economie locali, con conseguente penalizzazione delle Pmi per la mancanza di servizi di qualità a sostegno dell’attività e della gestione d’impresa.

 

Più precisamente, CONFAPI intende di seguito evidenziare i principali aspetti della riforma in atto e suggerire taluni provvedimenti correttivi. Anzitutto, considerando le funzioni e i compiti che attualmente sono prerogative delle Camere di Commercio e che possono riassumersi in:

  • funzioni di natura amministrativa e di regolamentazione del mercato
  • funzioni per l’informazione e la formazione
  • funzioni e compiti di natura promozionale

si ritiene che esse possano essere riorganizzate anche tramite l’istituto delle delega.

 FUNZIONI DI NATURA AMMINISTRATIVA E DI REGOLAMENTAZIONE DEL MERCATO

Queste attività, – che ricomprendono a titolo esemplificativo e non esaustivo il registro delle imprese, l’albo provinciale delle imprese artigiane, l’albo gestore ambientali, il registro informatico dei protesti, lo sportello unico attività produttive, le borse merci, l’arbitro amministrativo, il modello unico di dichiarazione ambientale ecc. – appare corretto che vengano mantenute in capo alle Camere di Commercio e CONFAPI ritiene che tali funzioni debbano essere implementate con nuovi servizi in favore delle piccole e medie imprese. Altra importante funzione, che deve necessariamente essere mantenuta in capo alle Camere di Commercio, è il fondamentale sostegno che viene dato annualmente al sistema dei Consorzi di garanzia fidi, in quanto questi ultimi favoriscono l’accesso al credito alle piccole e medie imprese, indispensabile per i sistemi produttivi locali e nazionale. Nel tutelare anche l’ammontare delle risorse messe a disposizione, seppur sia stato previsto un taglio ingente ai contributi incamerati dalle Camere di Commercio, andrebbe però rivisto l’attuale sistema di contribuzione pubblica, sia nella direzione di una programmazione pluriennale e sistematica degli stessi che nell’individuazione di uniformità e standardizzazione del sostegno stesso.

 FUNZIONI PER L’INFORMAZIONE E LA FORMAZIONE

CONFAPI auspica che queste funzioni vengano delegate al sistema delle Associazioni di categoria presenti sui territori, in quanto garantendo la necessaria conoscenza e vicinanza alle PMI, potrebbero offrire questi servizi o cantierare le opportune attività che corrispondano alle reali esigenze e fabbisogni del territorio.

Ciò potrebbe anche essere attuato con il sostegno dei Fondi interprofessionali sia per quanto riguarda le attività formative vere e proprie, che per progetti di alternanza scuola – lavoro con l’obiettivo di favorire un più efficace raccordo fra sistemi formativi, mondo del lavoro e impresa.

In relazione alle attività e agli studi collegati agli osservatori delle economie locali, un ruolo fondamentale può essere dato anche dal sostegno degli Enti bilaterali suddivisi per settori, i quali, ad oggi, rappresentano già gli attori principali nella determinazione delle politiche strategiche locali.

 FUNZIONI E COMPITI DI NATURA PROMOZIONALE

Nel progetto di riforma in atto, Confapi ritiene che anche le attività che insistono su questo gruppo possano essere delegate alle regioni, affinché vi sia un alleggerimento degli adempimenti sia sotto il punto di vista dei carichi di lavoro che di risorse camerali investite.

Le attività oggetto di tale delega sono quelle legate all’internazionalizzazione, promozione del territorio, marketing territoriale, tutela del Made in Italy, valorizzazione del turismo, sviluppo di strutture ed infrastrutture, contributi per favorire l’innovazione tecnologica.

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CONFAPI ritiene che la riforma delle Camere di Commercio debba avere come obiettivo principale la riorganizzazione e l’efficientamento dell’intero sistema, al fine di renderlo maggiormente competitivo, più efficiente e più efficace in grado di rispondere alle reali esigenze delle imprese e dei territori. A tal riguardo, vengono di seguito proposti alcuni  ulteriori interventi che, nell’attuale riforma, sarebbe opportuno tenere in considerazione.

SEMPLIFICAZIONE DEGLI ORGANI DI GOVERNO DELLE CAMERE DI COMMERCIO

  • Nella riorganizzazione dei Consigli Camerali delle Camere di Commercio dovrebbe essere introdotto un sistema di rappresentatività che tenga conto delle specificità dei singoli comparti produttivi e che garantisca una presenza effettivamente democratica delle forze imprenditoriali che operano sul territorio. Peraltro, il numero dei componenti del Consiglio dovrebbe essere corrispondente alla presenza almeno triennale dell’associazione di categoria in seno ai consigli camerali e vista la gratuità degli incarichi che CONFAPI sostiene, dovrebbe essere ampia e rappresentativa.

SPORTELLO CAMERE DI COMMERCIO

  • Le Camere di Commercio devono diventare gli interlocutori operativi in grado di rilasciare tutta la documentazione che la Pubblica Amministrazione richiede per l’espletamento dell’attività imprenditoriale.

ORGANO VIGILANTE DELLO STATO

  • Le Camere di Commercio devono diventare “camere di compensazione” in riferimento ai crediti delle imprese vantati verso la Pubblica Amministrazione e i crediti tra privati.

Il principio potrebbe essere quello che le Camere di Commercio intervengono ogni qualvolta si verificano degli insoluti trascorsi i 30 giorni.

FUNZIONI PER L’INFORMAZIONE E LA FORMAZIONE

  • Ogni Camera di Commercio, attraverso procedure e bandi, concede capillarmente contributi sia per la creazione di nuove imprese che per le imprese già esistenti, soprattutto piccole e medie, per azioni destinate a migliorare la competitività. Inoltre, promuovono progetti di alternanza scuola lavoro.

Nel progetto di riforma queste funzioni dovrebbero essere trasferite agli enti regionali.

ASSEVERAZIONE DEI CONTRATTI DI RETE

  • Come è noto, il comma 2 quater dell’art. 42 del DL n.78/2010 conv. dalla  L. n.122/2010 prevede che il programma di rete deve essere previamente asseverato da parte degli “organismi espressione dell’associazionismo imprenditoriale muniti dei requisiti previsti con decreto MEF”.

Il decreto MEF 25 febbraio 2011 ha definito tra l’altro i requisiti necessari all’asseverazione prevedendo che con successivo decreto ministeriale del Ministero dell’economia e delle finanze d’intesa con il Ministero dello sviluppo economico dovevano essere individuati gli Organismi di diritto pubblico ai quali, in via sussidiaria, consentire l’asseverazione dei contratti di rete.

Purtroppo gli interventi previsti con la spending review, tra cui la riduzione del numero delle Associazioni di categoria presenti al CNEL, unitamente al mancato decreto attuativo che ha privato finora gli Organismi di diritto pubblico della possibilità di asseverare le reti di nuova costituzione, hanno di fatto contribuito ad una sorta di “concorrenza sleale” tra le Associazioni di categoria alimentata anche dall’impossibilità per le Camere di Commercio di poter sopperire a tale asseverazione.

Pertanto, alla luce di ciò, CONFAPI ritiene che le Camere di Commercio vengano finalmente individuate come organismi privilegiati per il rilascio della prevista asseverazione, consentendo quindi a tutte le imprese di costituire reti d’impresa a prescindere all’appartenenza a sistemi associativi più o meno rappresentativi.

CERTIFICATORE UNICO DI REGOLARITA’

  • CONFAPI propone che nell’attuale contesto di riforma, sia varato un sistema che possa consentire alle Camere di Commercio di essere deputate come soggetto unico al rilascio di tutta la documentazione attestante la regolarità amministrativa, contabile e contributiva.

In particolare CONFAPI chiede che le Camere di Commercio siano insignite della possibilità di asseverare con un documento, una dichiarazione, una procedura semplificata  il raggiungimento della riferita ed omnicomprensiva regolarità.

In tal modo si avrebbe il positivo effetto di assorbire tutti gli adempimenti che oggi l’azienda deve separatamente effettuare.

CONFAPI ritiene che tale finalità possa essere strategica per ridurre le onerosità a carico delle imprese in special modo quelle di piccola dimensione e meno strutturate, con un notevole abbattimento delle tempistiche e dei costi relativi.

Infine sempre nell’ottica di semplificazione e di trasparenza amministrativa  l’attestazione della regolarità aziendale potrebbe essere fruibile da parte di terzi consultando una visura camerale senza che l’azienda debba necessariamente produrre la documentazione relativa ogni qualvolta, ad esempio, partecipi ad una gara di appalto.

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