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Casasco: “L’immobilismo del Governo porta alla palude”

di SIMONE RASETTI

“Serve immediatamente una svolta, forse ancora prima della legge elettorale”. Un vero e proprio grido d’allarme arriva dal Presidente di Confapi, Maurizio Casasco, che ritiene serva “un cambio di passo immediato, di un governo che sia tale”. Secondo Casasco, infatti, “occorre prendere decisioni che non sono state prese, spiega all’Adnkronos, aggiungendo: “credo inoltre sia fondamentale fare una legge elettorale ma poi andare immediatamente a elezioni oppure ancor prima del voto, fare un governo che abbia la capacità di interpretare le esigenze degli italiani. Non è un problema di nome di un presidente del Consiglio rispetto a un altro, credo che occorra prendersi la responsabilità di fare delle scelte”, rimarca il Presidente di Confapi e vice presidente di Cea-Pme, la confederazione europea delle pmi. Un giudizio estremamente critico, il suo, nei confronti del Governo Letta. “Credo che in questo momento il governo non abbia dato prova di coraggio neanche della capacità di fare le scelte necessarie – prosegue – la stabilità è una bella cosa ma non serve se non si prendono decisioni. Questo è un immobilismo che porta alla palude, al ristagno e al fallimento non solo dell’industria ma anche del Paese”. Gli imprenditori, per Casasco “sono stati lasciati soli in questo momento dal proprio Paese, mentre continuano a pagare tasse, a soffrire, a fallire qualche volta, anche perché la pubblica amministrazione non ottempera al suo dovere di equiparare il cittadino al Paese”. “Priorità sia riduzione costo lavoro con un taglio della spesa pubblica  – Una delle prime scelte da fare, secondo il Presidente di Confapi, ” è la riduzione del costo del lavoro perchè bisogna avere la possibilità di combattere la concorrenza internazionale che ha un costo del lavoro decisamente più basso, ha una burocrazia decisamente più snella e un accesso al credito con aliquote più basse. Queste sono scelte fondamentali: il taglio della spesa pubblica è il primo elemento e deve essere messo a disposizione del taglio del cuneo fiscale e dell’abbassamento delle tasse per favorire il commercio e il mercato interno”. Casasco lancia quindi una proposta: “si taglino immediatamente, con un decreto legge, i consigli di amministrazione delle società controllate dalle amministrazioni pubbliche territoriali (regionali, comunali o provinciali), lasciando un amministratore delegato e un sindaco solo e tutto questo venga messo a disposizione del taglio del cuneo fiscale”. “Questo governo non è stato capace, assolutamente di fare nulla per abbattere le tasse e il cuneo fiscale e quindi il costo del lavoro”. Ogni giorno, insiste, “muore un pezzo d’Italia che non potrà essere più ricostruita”: “non c’è la responsabilità di assumersi un impegno e di rendersi impopolari nel fare delle scelte. E’ un governo di larghe intese che continua a non fare nulla”, conclude Casasco.

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